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Carlo Atti

Carlo Atti  :: biografia

Carlo muove i primi passi nel mondo della musica, complice un flauto traverso, all’eta’ di sei anni frequentando gli studi classici sotto la guida del Prof. Ivano Melato (primo flauto dell’orchestra comunale di Bologna) nella cittadina di Molinella dove e’ nato e tuttora vive.Continua a studiare musica presso il Conservatorio di Ferrara affiancando lo studio del flauto a quello del sax tenore, strumento che riconosce immediatamente come “il mezzo con il quale riesce meglio a comunicare”.
Appena undicenne assume il ruolo di tenor sassofonista nell’orchestra da ballo del Maestro Alberto Masotti, dove viene a contatto con le atmosfere degli standard jazz e boogie woogie grazie ai quali smette di concentrarsi solo sulla partitura iniziando a sperimentarsi come improvvisatore.
Negli anni dell’adolescenza si approccia all’insaziabile ascolto dei vinili di musicisti del jazz classico e contemporaneo da Coltrane a Rollins sino a Bob Berg e Steve Grossman e ormai diciassettenne decide di trasferirsi nella vicina Bologna per affrontare un periodo di studio con il maestro Giorgio Baiocco.
Baiocco lo introduce nell’entourage di musicisti professionisti ed allievi promettenti che anima la Bologna di quegli anni e lo prepara per il suo debutto da band leader al “Capolinea”di Milano.
Da questo momento Carlo inizia a frequentare locali e concerti, ottenere le prime gig e soprattutto affiancare musicisti come Steve Grossman, Larry Nocella, Sal Nistico e Massimo Urbani cui deve un’importantissima crescita musicale e con i quali condivide intense esperienze umane. In questa cornice di musica e di vita bolognese Sandro Berti Ceroni ( che con il compianto Alberto Alberti diede i natali al Jazz Festival di Bologna nel’90) lo nota e da’ lui l’opportunita’ di incidere il suo primo disco “Straight Ahead” in quartetto con Fred Henke, Massimo Dall’Omo e Luciano Milanese.
Preparandosi all’esordio discografico registra nell’88 “Urlo” con Massimo Urbani, partecipa ad Umbria jazz con “il nuovo sestetto italiano” (Tamburini, Odorici, Cazzola, Vaggi, Tonolo, Atti) conquistando il premio Four Roses e nel ’90 prende parte al fianco di Steve Grossman al concerto di apertura della Biennale dei giovani artisti d’Europa a Marsiglia.
Gli anni novanta sono per Carlo tempo per importanti collaborazioni.
Incide nel’94 “Lucky Serenade”con Luciano Milanese,Andrea Pozza e Bob Braye, si esibisce nel ’95 al “Ronnie Scott’s”di Londra con Rossi, Pozza, Tavolazzi e Bandini ( e’ la prima formazione tutta italiana ad esibirsi in questo leggendario club londinese). Suona con Bob Mover e incide nel ’97 “Sweet Beat” con la formazione composta da Steve Ellington, Jeff Johnson, Hal Galper.
Alla fine dei novanta Carlo avverte la necessita’ di conoscere l’ambiente musicale d’oltreoceano ed ecco che inizia, e tuttora continua, a trascorrere brevi e lunghi periodi a New York.
Negli anni 2000 quando non e’ a NYC, Carlo si esibisce spesso al “Gregory’s”di Roma,a questo periodo risale “The best thing for you” registrato nel 2008 con il chitarrista Emanuele Basentini.
Un paio di anni dopo ,affascinato dal suo stile e dal suo suono Frank Marocco lo contatta per incidere “Changes”.
Nello stesso anno partecipa al festival di Abu dhabi con il quintetto di Bobby Dhuram.
Personalita’ eclettica e curiosa, Carlo seppur imprescindibilmente legato al linguaggio del jazz collabora e incide dischi anche con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Rossana Casale, Neffa e con gli Skiantos.
Attualmente (nell’ultimo lustro per l’esattezza) Carlo, pur non trascurando l’attivita’ concertistica si dedica ad un progetto di intimo legame con lo strumento.Confidando in buona manualita’, nella passione per la meccanica tramandata da suo padre Umberto e prima ancora da suo nonno Ubaldo e nella conoscenza dell’aerodinamica data da ventanni di aeromodellismo si e’ concentrato sulla ricerca della dinamica del passaggio dell’aria all’interno dell’imboccatura del sax e di conseguenza all’ottenimento del suono o dei suoni ricercati per esprimersi al meglio.
Per approfondire questo argomento e’ suggerito visitare la sezione SHOP di Facebook, nella quale Carlo stesso racconta del suo progetto e descrive le caratteristiche tecniche del suo manufatto.

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