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Karel Zeddandoddo

Karel Zeddandoddo  :: biografia

Karel è uno pseudonimo scelto dall’artista stesso, che a dire il vero si chiama Carlo Grosoli, cantante, chitarrista e autore di canzoni, italiano di nascita, ma appassionato da sempre al suono della lingua angloamericana. Allevato con Blonde On Blonde e Banana Republic nei primi 3 anni di vita, poi datosi al punk rock demenziale e irriverente (i Ciprina) e alle saturazioni degli humbucker e dei testatoni e cassa (il gruppo si chiamava Fast Orange, e sognavano di essere i Tool del Panaro). Nel 2005, ripresa in mano l’acustica, ha cominciato un percorso personale che ripartisse dal folk oltreoceano e oltremanica, assumendo lo pseudonimo di Karel (Zeddandoddo), da alcuni considerato bellissimo e originale, ma da altri una vera zappa sui piedi, un’ idea non sense cacofonica e ostica. Nel 2009 ha finito di registrare e pubblicare Songs for dead People, che è il suo primo album di canzoni in inglese, ed è autoprodotto.

Nel 2009 ha suonato all’Icarus Club – Acoustic Heaven, una rassegna folk che si svolge a Londra allo Station Hotel, condotta da Andy Ropek. Ha partecipato anche all’Europax Festival 2009 in Muhlacker e Schwann (Straubenhardt), un piccolo festival nel land del Baden-Württemberg, condotto da Hagen Klee e organizzato dall’amministrazione locale. Il tour europeo più corto della storia. A seguire si è esibito in vari locali del modenese, suonando per la rassegna di editoria indipendente BUK event , al Friction Festival 2010 e all’esterofilo locale di Carpi Mattatoio Culture Club. In quella serata si è aggiunto alla chitarra l’amico cantautore e musicista Dani Male. Ha chiuso il tour di Songs For Dead People al neonato Teatro Tempio il 29 ottobre 2010 con tanto di band di amici. Si è poi esibito da solo al circolo MeMe nel gennaio del 2011. A Giugno dello stesso anno è stato invitato da Dani Male a suonare all’Artika Festival di Recanati. Dopodiché Karel Zeddandoddo, come progetto e relative canzoni, è stato messo in soffitta, o forse sotto terra. “Non andavamo più d’accordo”..dice Carlo stesso.

Tra la fine del 2010 e il 2012 ha lavorato a del nuovo materiale, che prendeva forma sotto il nome AOI (the absence of It). Lo ispiravano una seria broncopolmonite, e la poco allegra, ma amabile, compagnia della filmografia di Ingmar Bergman, in cui non si era ancora immerso prima dei trent’anni. Accompagnato da alcuni amici, decise di imparare i pezzi e ha esordito con alcuni pezzi di AOI (come AOI stessa, Ithaca, e Sometimes Hilarious) il 7 marzo 2012 a La Pausa Cafè di Campogalliano (Mo). Poi, insieme ad alcuni componenti del gruppo hanno deciso di continuare in tutto e per tutto come band per suonare il materiale nuovo in inglese sotto il nome di “Going Indigo”. Il 30 Novembre 2012 coi Going Indigo ha pubblicato tre canzoni raccolte in un micro-album dal medesimo nome GOING INDIGO in formato digitale su Bandcamp. Nel frattempo ha messo mani e orecchie sul materiale in italiano, in archivio da un po’, e nell’Ottobre del 2012 è nato il progetto in italiano FISCHI DI GIUGNO.

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